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17 luglio 2009

Commemorazione per l'assalto alle carceri degli Scalzi

Oggi, 17 luglio 2009, si commemorava il 65° anniversario dell'assalto al carcere degli Scalzi che fu organizzato dal GAP per liberare il dirigente antifascista Giovanni Roveda.

Dopo l'arrivo del sindaco Flavio Tosi, ultimamente condannato per razzismo,


è partita la contestazione da parte di un gruppo di presenti (tra cui il segretario prov.le di Rifondazione Comunista Fiorenzo Fasoli e l'ex onorevole di Rifondazione Comunista Tiziana Valpiana). Come si legge su un comunicato di Rifondazione Comunista si contesta il fatto che una persona che è stata condannata per razzismo, che ha sfilato con un corteo di neo-fascisti (manifestazione di fiamma tricolore) e che ha scelto nella sua giunta proprio uno di questi ultimi (Andrea Miglioranzi, che poi ha dato le dimissioni) possa partecipare attivamente ad una manifestazione antifascista e partigiana; ed anzi dovrebbe dimettersi dalla sua carica come farebbe un qualunque politico condannato, cittadino di uno dei cosiddetti paesi "occidentali" (noi invece preferiamo chiudere un occhio).

Come da programma, anche se un po' frettolosamente a causa del maltempo, si è proceduto in un primo luogo con la deposizione della corona sul monumento di Don Chiot e successivamente con l'intervento del coro A.N.A. di San Zeno. L'esibizione del coro è però stata interrotta dalla tempesta e i presenti sono stati costretti a spostarsi all'interno dove è proseguita la cerimonia. Dopo vari interventi è arrivato poi quello dell'attuale sindaco veronese Tosi. Dopo pochi secondi, però, la protesta si è riaccesa ed ha impedito il sindaco di farsi comprendere dal pubblico e lo ha costretto finalmente a lasciare la parola ad altri.

Una nota interessante: prima dell'ultima esibizione da parte del coro degli Alpini i contestatori (me compreso) hanno cantato un sentitissimo "Bella ciao". In effetti, mi viene difficile pensare di commemorare dei partigiani caduti per l'antifascismo senza l'accompagnamento di questa storica canzone.


"Lo sterminio nazista di 500.000 zingari è cominciato così..."

E' così che è nato l'odio verso il diverso, è così che la gente ha iniziato a tollerare atti di violenza contro "lo straniero" ed a commetterne addirittura altri di propria mano.
E' così che si rischia di far spaventosamente ripetere la storia.

Fratellipolemici non ci sta! Anche e soprattutto perché ci sentiamo in dovere di rispettare i caduti partigiani che si sono battuti per la libertà dai regimi e per l'uguaglianza tra le persone.


E voi? Ci state?

PS: un video registrato dai fratellipolemici sulla commemorazione di oggi verrà pubblicato lunedì 20 luglio sul blog www.fratellipolemici.blogspot.com

15 luglio 2009

Venerdi 17 luglio alle ore 17.45 in Via Scalzi

"La condanna definitiva per propaganda razzista, inflitta al sindaco Flavio Tosi e ad altri cinque leghisti, tra cui un assessore comunale (Enrico Corsi), riguarda una campagna contro gli zingari, scatenata dal Carroccio nel 2001. Il sindaco e i suoi colleghi di partito, passati attraverso tutti i gradi di giudizio (addirittura due volte in appello e due in Cassazione), sono stati irrevocabilmente riconosciuti colpevoli e costretti a pagare i risarcimenti alle parti civili, alcuni componenti della comunità sinta veronese e l'Opera Nomadi, e le spese agli avvocati.

Nonostante la minimizzazione, quando non l'arroganza, che i vari esponenti politici della maggioranza di governo (in Comune, Provincia e Regione) hanno usato per sostenere il loro collega e/o alleato, il comportamento e le affermazioni (prima) e la condanna di Tosi e soci (ora) restano un fatto gravissimo. Inutile ripetere che in Paesi più civili, o forse con una più lunga pratica di democrazia, una sentenza di questo tipo avrebbe significato le immediate dimissioni da qualsiasi incarico politico dei condannati. Berlusconi docet e quindi anche il sindaco e i suoi colleghi resteranno in sella.
Tuttavia, in una giornata come quella del 17 luglio, 65° anniversario dell'assalto al carcere degli Scalzi, organizzato dai GAP per liberare il dirigente antifascista Giovanni Roveda, il sindaco Tosi non dovrebbe esserci. Anzi, non dovrebbe esserci nessuno a rappresentare il Comune di Verona, retto da un sindaco razzista, amico e sodale di neofascisti e neonazisti – basti ricordare che il capogruppo della sua lista in Consiglio comunale è l'ex skinhead Andrea Miglioranzi, di Fiamma Tricolore, che Tosi stesso partecipò nel 2007 al corteo organizzato dalla destra radicale, che l'ufficio della Lega in municipio è abitualmente frequentato da Maurizio Ruggiero, leader degli integralisti cattolici, che fu tra gli organizzatori della “cresima”, a cui avrebbe dovuto partecipare Juan Rodolfo Laise, vescovo amico dei torturatori argentini.

La giornata del 17 luglio ha sempre costituito un appuntamento per gli antifascisti veronesi. Non solo per le associazioni d'arma, per quelle dei partigiani e degli ex deportati o per i vari esponenti politici più o meno schierati ma per tutti coloro a cui la Memoria sta veramente a cuore.
Ecco perché, in una città che ormai “blinda” sia la Giornata della Memoria, con gli antifascisti costretti a restare fuori dalle manifestazioni ufficiali o fatti entrare tramite mediazioni quasi personali, che la Festa della liberazione del 25 aprile, divenuta anch'essa oggetto di repressione, con un'amministrazione che divide in due le panchine, multa i ragazzi che suonano in piazza, semina divieti ovunque ma viene condannata, nella persona del suo primo cittadino, per razzismo

Noi, antifascisti e antifasciste veronesi, diciamo No alla presenza del sindaco e/o dei suoi rappresentanti alla cerimonia di commemorazione dell'assalto al carcere degli Scalzi, in cui alcuni partigiani morirono per i valori che oggi il sindaco e i suoi amici/alleati rinnegano.

Appuntamento Venerdi 17 luglio alle ore 17.45 in Via Scalzi, dove si svolgerà la commemorazione che ricorda l'assalto al carceri degli Scalzi tutte e tutti sono invitate e invitati a partecipare.

Antifascisti e antifasciste veronesi"

Da Inforifo