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4 maggio 2008

Hellas in trasferta...aiutato con soldi pubblici!

Tratto da un commento scritto sul muro di www.chievoverona.it:

( tra virgolette l'autore del post sul muro riporta il testo scritto su TG GIALLOBLU' )

"Durissime accuse del presidente del Manfredonia Angelo Riccardi sulla regolarità del campionato. A poche ore dallo spareggio playout contro il Verona Riccardi (che è anche Consigliere di Lega) ha parlato di: "risultati che si conoscevano prima dell'inizio delle partite" riferendosi ai successi del Verona contro il Novara del Lecco a Busto con la Pro Sesto e della Paganese in casa della Cavese. "Che fa l'ufficio indagini della Federcalcio? E la procura Federale?" si è chiesto Riccardi che poi si è scagliato contro il sindaco di Verona Flavio Tosi "reo", con il suo intervento, di aver permesso ai tifosi dell'Hellas di seguire la propria squadra in trasferta nell'incontro più importante della stagione, confermando le nostre anticipazioni sulle decisioni che potevano essere prese (ma non lo sono state) in sede di Osservatorio.
"Il Prefetto di Foggia aveva posto il veto sulla presenza della tifoseria veneta, invece il sindaco leghista di Verona, con l'aiuto del Ministro in pectore Maroni, anch'egli della Lega, ha fatto ribaltare il provvedimento".

COMMENTO: che si avesse avuto il sospetto che qualcuno lavorasse per salvare l'hellas lo avevo sentito "in piazza" e riportato su questo muro in uno dei miei post. Il fatto invece nuovo (e scandalosamente vergognoso) è che un sindaco ed un ministro della repubblica trovino il tempo per "mediare" sul la trasferta a 300 tifosi ! Soldi (pubblici) ancora una volta spesi per interessi privati!

Condivido in pieno il commento personale dell'autore dello scritto.

21 gennaio 2008

Calcio & Razzismo (parte 2)

Con mio grandissimo stupore il nostro sindaco Flavio Tosi ha deciso di installare un maxivideo in piazza Brà per la partita di ieri Hellas Verona - Sassuolo. Un'incredibile decisione che mi pone una marea, ma proprio una marea di quesiti.

Prima di tutto vorrei capire bene per quale motivo è stato concesso un cotale privilegio ai tifosi del Verona quando la motivazione semplice e cruda per la quale non potevano vedere la partita allo stadio era ( che novità!! ): cori razzisti contro i giocatori della Pro Sesto (giocata la settimana scorsa)!

Il giudice sportivo aveva quindi in settimana annunciato che la partita in questione (Hellas-Sassuolo) si sarebbe giocata a porte chiuse! Da qui l'ira del Sindaco: "Sfido il giudice! E metto il maxischermo in piazza brà!"

Mmmm...strano, credevo fosse un Sindaco tutto fatti e LEGALITA'! Strano anche che la legge valga per gli altri e non per lui...e strano pure che non capisca il perchè di questa persecuzione contro i tifosi del Verona!!

Ah, tra l'altro per chi si credesse veramente perseguitato ecco la nuova normativa per la recidività dei tifosi dell'Hellas (e non me ne vogliano coloro che non c'entrano niente con questi imbecilli):

"Vista la nuova normativa Uefa contro la discriminazione razziale e la recidività dei sostenitori del Verona, il prossimo episodio sarà punito con la squalifica del campo o, peggio ancora, con la sconfitta a tavolino. "

Cose mai viste! Una tale ingiustizia non la credevo possibile! Bene! Ma tornando a noi, per premiare questi squallidi atti di discriminazione razziale il nostro sindaco, autorevole quanto decoroso, ha per l'appunto deciso di guardarsi e di permettere ANCHE ai quei beceri tifosi di guardarsi la partita in Piazza Brà!


Mmm...primo quesito:

1) Tutti i Veronesi tifano Hellas?

Non credo proprio, credo che una parte tifi Verona, una parte Chievo e che una parte preferisca altri sport...Ah beh..poi c'è chi fa parte di più d'una di questa categorie... Perciò non capisco per quale dannato motivo bisognerebbe usare una piazza pubblica (ossia di tutti noi veronesi) per favoreggiare una minoranza (dei Veronesi) e per fare i loro comodi?

2) I soldi per mettere questo maxischermo in piazza, le pulizie della piazza che probabilmente avrà fatto fare Tosi e i diritti televisivi della partita chi li ha pagati??

Io spero siano stati i tifosi del Verona...una bella colletta e hop...pagato tutto! No perchè non fosse così e magari avesse pagato tutto Tosi---> ossia NOI cittadini veronesi, non credete che ci sarebbero motivi per cui lamentarsi!????

3) Decoro? Pulizia? Educazione?

Non credo sia il modo giusto per dare l'esempio.. Le bandiere del Verona sventolate al vento dall'alto dell'Arena, le decine di cicche che avranno popolato le scale del municipio dopo la partita, i cori razzisti (se pur ironicamente rivolti ad altri tifosi del Verona) e direi poco decorosi che potete sentire in questo video non mi sembrano assolutamente degni della nostra città. Insomma, noi siamo di una classe superiore! Non credete?





Ma di certo il nostro caro avrà pensato a tutte queste cose. E sono probabilmente io fazioso, comunista e tifoso del Chievo a dire un sacco di scemenze. Sì...sarà proprio così!

Buon dibattito...

19 gennaio 2008

Calcio & Razzismo


La stupidità è ovunque, non solo dove ci sono telecamere e microfoni. La stupidità è anche nei campetti della provincia, in teoria passatempo ideale per vecchi e bambini ma in pratica valvole di sfogo ad hoc, dove l’esasperazione è maggiore di quanto non sembri all’apparenza. E dove trova spazio anche l’ostilità nei confronti di chi non ha la pelle bianca. Episodi isolati o consuetudine? Bella domanda. A rispondere ci hanno pensato sette protagonisti delle domeniche dilettantistiche.
«Certi comportamenti razzisti del pubblico erano più frequenti in passato - racconta Brahim El Hamich, attaccante marocchino ex Alba e ora al Sant’Anna d’Alfaedo - negli ultimi due o tre anni accadono di rado. Prima invece erano una costante. Io faccio finta di niente, al limite se qualcuno mi urla qualcosa e sono vicino alla rete di recinzione mi giro un attimo a guardarlo e penso a che persona può essere quella che ho di fronte. Però tutto questo un po’ mi sorprende, sono in Italia da diciassette anni e mi sento anche un po’ veronese ormai. Ma ricordo anche episodi molto belli, uno su tutti. Ero all’Alba e giocavamo col Legnago. Il difensore che mi marcava mi diede del "terrorista". Però dopo pochi minuti lo stesso giocatore si è avvicinato e mi ha chiesto scusa ammettendo di aver sbagliato. Non l’ho dimenticato».
«Più che la gente sulle tribune sono gli avversari in campo che usano un po’ troppo la lingua - sottolinea Cesar Pereira, gioiello brasiliano del Domegliara - insultandomi credono di farmi innervosire non sapendo invece che provocano l’effetto contrario. Se dribblo il mio marcatore più di una volta, se gli faccio un tunnel allora lo senti parlare a sproposito. Me lo aspetto, so che lo fanno apposta. Magari neanche pensano a quello che dicono, magari non è razzismo quanto preoccupazione per chi hanno di fronte. E in una partita le usi tutte per avere la meglio. Io non sono mai stato espulso per reazione a queste provocazioni, mi viene molto facile continuare a giocare come se nulla fosse».
«Non è successo molte volte ma è successo - ammette Prince Yarboye, diciannovenne jolly ghanese dell’Audace, in Italia da otto anni e studente di grafica pubblicitaria all’Istituto Carlo Anti di Villafranca - anche quando ero nelle giovanili. Ricordo una partita con gli Allievi in cui mi hanno insultato a ripetizione. Stavamo perdendo 1-0, poi abbiamo pareggiato e a poco dalla fine ho segnato il gol della vittoria. Appena ho visto il pallone in rete sono andato di corsa sotto la tribuna facendo segno al pubblico avversario di fare silenzio. Accadesse ora però non ci farei più caso».
«Quest’estate in un’amichevole un avversario mi ha detto che secondo lui lavoravo in una conceria per quanto puzzavo - racconta Ronnie Otoo, ghanese, punta della Polisportiva Virtus, studente al Pindemonte ed in Italia dal 2002 - e all’epoca del settore giovanile dopo una partita molto tesa tutta la squadra avversaria se l’è presa solo con me e non col resto dei miei compagni. Quella volta ricordo di aver tirato fuori le scarpe dalla borsa per difendermi, ero arrabbiatissimo. Poi però non è successo nulla».
«Non credo ci sia cattiveria in certi comportamenti - interviene Karim Choukrani, attaccante marocchino del Gazzolo, professione metalmeccanico - magari la reazione ce l’hanno quando mi capita segnare alla squadra per cui fanno il tifo. Ma è normale forse, quello è solo nervosismo».
«Secondo me a certa gente non dovrebbe essere data nemmeno la possibilità di vedere la partita - è il parere di Arma Rachid, attaccante marocchino della Sambonifacese da 12 anni in Italia ed impiegato part-time in una ditta che produce carrelli elevatori - ogni tanto qualche insulto me lo sento, anche se il più delle volte neanche li ascolto perché sono troppo concentrato sulla partita. Ma il calcio per me è un divertimento e dovrebbe esserlo per chi è in tribuna. Soprattutto nei dilettanti. Non ho mai reagito a nessuna provocazione e mai neanche pensato di farlo. Questa è solo gente ignorante».
«Io e Arma siamo stati fischiati al Bentegodi quando abbiamo giocato col Verona in Coppa Italia - ricorda Goncalves Dimas, compagno di reparto di Rachid alla Sambonifacese - ma mi è capitato anche a Chioggia e a Este, quando appena entrato in campo il pubblico mi ha fatto capire che non ero molto gradito. Fischi e qualche insulto per il colore della mia pelle non li avevo mai sentiti. Poi però ci ho fatto l’abitudine».

Di
Alessandro De Pietro (L'Arena)