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24 ottobre 2009

Nuove destre e sentimenti diffusi...

TRATTO DA www.fratellipolemici.blogspot.com


"art. 4. (apologia del fascismo). Chiunque, fuori del caso preveduto dall'art. 1, pubblicamente esalta esponenti, principii, fatti o metodi del fascismo oppure le finalità antidemocratiche proprie del partito fascista è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a lire 500.000. La pena è aumentata se il fatto è commesso col mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione o di propaganda. La condanna importa la privazione dei diritti indicati nell'art. 28, comma secondo, n. 1, del codice penale per un periodo di cinque anni.
art. 5. (manifestazioni fasciste).
Chiunque con parole, gesti o in qualunque altro modo compie pubblicamente manifestazioni usuali al disciolto partito fascista è punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a lire cinquantamila."



Mi chiedo se i veronesi si rendano conto di ciò che accade nella città della Scala. Mi domando cosa significa per i veronesi ricordare avvenimenti come il terribile omicidio di Nicola Tommasoli, picchiato ed ucciso perché "diverso", o ricordare le bandiere a croce uncinata o a celtica nella curva dell' H. Verona di qualche anno fa, o ancora il vivere una città dove episodi di semplice quanto burbero razzismo sono all'ordine del giorno. Mi chiedo se sia normale uscire di casa e vedere ragazzi con una maglietta dalla scritta orgogliosa "fascist love", o muri imbrattati di simboli fascisti od inneggianti alla cultura dell'odio razziale. Sono perplesso davanti alle nomine di esponenti di fiamma tricolore (e ex componente del gruppo di estrema destra i "Gesta Bellica") all'istituto veronese per la Storia e la Resistenza (con successive dimissioni) e alla condanna per discriminazione razziale dello stesso sindaco di Verona (senza dimissioni). Sono stupito da uno dispiegamento così numeroso di forze dell'ordine per controllare che due fazioni non si scontrino il giorno 10/10/09, dopo che davanti al Maffei, il 07/10/09 ragazzi di fazioni opposte ("Metropolis" e "Blocco studentesco") hanno ingaggiato una rissa senza tanti complimenti...Sono amareggiato da una cultura, quella della nostra città, che non prova ad andare oltre alle paure, ma al contrario preferisce rintanarsi e farsi scudo dalla diversità...magari richiamandosi a idiozie come quelle del mito della razza superiore...


Immagino ci vorrà tempo e sacrificio (culturale) per vivere in una città davvero libera da questi, troppi, pregiudizi e da queste, troppe, azioni violente. Speriamo in bene...

(Il gruppo "Gesta bellica" sarà a Trento domani sera per un concerto che ha già subito pesanti critiche da parte del centro sociale Bruno e da Trento anomala.)



Approfondimenti:

1) http://metropoliscafe.noblogs.org/post/2009/10/07/verona-casa-pound-aggredisce-studente-davanti-al-maffei
2) http://casapoundverona.splinder.com/
3) http://corrieredelveneto.corriere.it/verona/notizie/cronaca/2009/8-ottobre-2009/politici-casapound-rissa-maffei-studenti--1601854387130.shtml
4) http://www.larena.it/stories/Home/97533_gesta_bellica_tensionea_trento_per_il_concertorock_dei_naziskin/
5) http://www.larena.it/stories/Cronaca/93275__botte_fra_studenti_davanti_al_maffei/
6) http://italianimbecilli.blogspot.com/2009/03/lapologia-del-fascismo-e-un-reato-tre.html
7) http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Tappeto-rosso-per-il-naziskin/1693973/6
8) http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/HZL/HZLHK.pdf
9) http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=44179
10) http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html

4 settembre 2009

Tosi se la prende per una battuta

Bufera al Lido di Venezia per la sceneggiatura voluta da Bobby Paunescu per il suo film "Francesca".

Il lungometraggio racconta la storia di Francesca, una ragazza di Bucarest piuttosto idealista che sogna di aprire un asilo per bambini emigranti in Italia. E' così che la protagonista si scontra con il mondo dei pregiudizi e degli stereotipi all'italiana che circolano, oramai, con un vigore sempre crescente.

"E quello st... del sindaco di Verona che ha dichiarato la città libera da romeni?", questa la battuta incriminata, fonte di tanto dibattito e motivo di querela bell'e buona da parte del sindaco Flavio Tosi stesso al regista Paunescu.

Ora, io mi chiedo, se una persona viene condannata per propaganda di idee razziste contro gli zingari (vedi "Confermata condanna a Flavio Tosi"), se, dopo l'assassinio della Reggiani, nel 2007, questa stessa persona sostiene in tv (Porta a Porta) la necessità di limitare gli ingressi dalla Romania e di facilitare le espulsioni dei romeni e se, ancora, sempre la medesima persona si addossa la divisa del difensore dei veronesi contro gli stranieri (bandi Agec in primis), siano essi comunitari che extracomunitari, come è possibile che questa persona possa pretendere di non essere criticato da quelle persone che non condividono il suo operato?
C'è chi lo fa scrivendo (fratellipolemici per esempio), chi lo fa parlando (Travaglio per esempio), chi lo fa protestando alle manifestazioni pubbliche e chi lo fa mettendo una battuta colorita in bocca ad un personaggio di finzione in un film di finzione (Paunescu per l'appunto).


Per carità, la giustizia farà il suo corso e chi ha sbagliato pagherà, come a me, però, piacerebbe paghi anche Flavio Tosi per la sua condanna.

Voi cosa ne pensate?

da www.fratellipolemici.blogspot.com

17 luglio 2009

Commemorazione per l'assalto alle carceri degli Scalzi

Oggi, 17 luglio 2009, si commemorava il 65° anniversario dell'assalto al carcere degli Scalzi che fu organizzato dal GAP per liberare il dirigente antifascista Giovanni Roveda.

Dopo l'arrivo del sindaco Flavio Tosi, ultimamente condannato per razzismo,


è partita la contestazione da parte di un gruppo di presenti (tra cui il segretario prov.le di Rifondazione Comunista Fiorenzo Fasoli e l'ex onorevole di Rifondazione Comunista Tiziana Valpiana). Come si legge su un comunicato di Rifondazione Comunista si contesta il fatto che una persona che è stata condannata per razzismo, che ha sfilato con un corteo di neo-fascisti (manifestazione di fiamma tricolore) e che ha scelto nella sua giunta proprio uno di questi ultimi (Andrea Miglioranzi, che poi ha dato le dimissioni) possa partecipare attivamente ad una manifestazione antifascista e partigiana; ed anzi dovrebbe dimettersi dalla sua carica come farebbe un qualunque politico condannato, cittadino di uno dei cosiddetti paesi "occidentali" (noi invece preferiamo chiudere un occhio).

Come da programma, anche se un po' frettolosamente a causa del maltempo, si è proceduto in un primo luogo con la deposizione della corona sul monumento di Don Chiot e successivamente con l'intervento del coro A.N.A. di San Zeno. L'esibizione del coro è però stata interrotta dalla tempesta e i presenti sono stati costretti a spostarsi all'interno dove è proseguita la cerimonia. Dopo vari interventi è arrivato poi quello dell'attuale sindaco veronese Tosi. Dopo pochi secondi, però, la protesta si è riaccesa ed ha impedito il sindaco di farsi comprendere dal pubblico e lo ha costretto finalmente a lasciare la parola ad altri.

Una nota interessante: prima dell'ultima esibizione da parte del coro degli Alpini i contestatori (me compreso) hanno cantato un sentitissimo "Bella ciao". In effetti, mi viene difficile pensare di commemorare dei partigiani caduti per l'antifascismo senza l'accompagnamento di questa storica canzone.


"Lo sterminio nazista di 500.000 zingari è cominciato così..."

E' così che è nato l'odio verso il diverso, è così che la gente ha iniziato a tollerare atti di violenza contro "lo straniero" ed a commetterne addirittura altri di propria mano.
E' così che si rischia di far spaventosamente ripetere la storia.

Fratellipolemici non ci sta! Anche e soprattutto perché ci sentiamo in dovere di rispettare i caduti partigiani che si sono battuti per la libertà dai regimi e per l'uguaglianza tra le persone.


E voi? Ci state?

PS: un video registrato dai fratellipolemici sulla commemorazione di oggi verrà pubblicato lunedì 20 luglio sul blog www.fratellipolemici.blogspot.com

15 luglio 2009

Venerdi 17 luglio alle ore 17.45 in Via Scalzi

"La condanna definitiva per propaganda razzista, inflitta al sindaco Flavio Tosi e ad altri cinque leghisti, tra cui un assessore comunale (Enrico Corsi), riguarda una campagna contro gli zingari, scatenata dal Carroccio nel 2001. Il sindaco e i suoi colleghi di partito, passati attraverso tutti i gradi di giudizio (addirittura due volte in appello e due in Cassazione), sono stati irrevocabilmente riconosciuti colpevoli e costretti a pagare i risarcimenti alle parti civili, alcuni componenti della comunità sinta veronese e l'Opera Nomadi, e le spese agli avvocati.

Nonostante la minimizzazione, quando non l'arroganza, che i vari esponenti politici della maggioranza di governo (in Comune, Provincia e Regione) hanno usato per sostenere il loro collega e/o alleato, il comportamento e le affermazioni (prima) e la condanna di Tosi e soci (ora) restano un fatto gravissimo. Inutile ripetere che in Paesi più civili, o forse con una più lunga pratica di democrazia, una sentenza di questo tipo avrebbe significato le immediate dimissioni da qualsiasi incarico politico dei condannati. Berlusconi docet e quindi anche il sindaco e i suoi colleghi resteranno in sella.
Tuttavia, in una giornata come quella del 17 luglio, 65° anniversario dell'assalto al carcere degli Scalzi, organizzato dai GAP per liberare il dirigente antifascista Giovanni Roveda, il sindaco Tosi non dovrebbe esserci. Anzi, non dovrebbe esserci nessuno a rappresentare il Comune di Verona, retto da un sindaco razzista, amico e sodale di neofascisti e neonazisti – basti ricordare che il capogruppo della sua lista in Consiglio comunale è l'ex skinhead Andrea Miglioranzi, di Fiamma Tricolore, che Tosi stesso partecipò nel 2007 al corteo organizzato dalla destra radicale, che l'ufficio della Lega in municipio è abitualmente frequentato da Maurizio Ruggiero, leader degli integralisti cattolici, che fu tra gli organizzatori della “cresima”, a cui avrebbe dovuto partecipare Juan Rodolfo Laise, vescovo amico dei torturatori argentini.

La giornata del 17 luglio ha sempre costituito un appuntamento per gli antifascisti veronesi. Non solo per le associazioni d'arma, per quelle dei partigiani e degli ex deportati o per i vari esponenti politici più o meno schierati ma per tutti coloro a cui la Memoria sta veramente a cuore.
Ecco perché, in una città che ormai “blinda” sia la Giornata della Memoria, con gli antifascisti costretti a restare fuori dalle manifestazioni ufficiali o fatti entrare tramite mediazioni quasi personali, che la Festa della liberazione del 25 aprile, divenuta anch'essa oggetto di repressione, con un'amministrazione che divide in due le panchine, multa i ragazzi che suonano in piazza, semina divieti ovunque ma viene condannata, nella persona del suo primo cittadino, per razzismo

Noi, antifascisti e antifasciste veronesi, diciamo No alla presenza del sindaco e/o dei suoi rappresentanti alla cerimonia di commemorazione dell'assalto al carcere degli Scalzi, in cui alcuni partigiani morirono per i valori che oggi il sindaco e i suoi amici/alleati rinnegano.

Appuntamento Venerdi 17 luglio alle ore 17.45 in Via Scalzi, dove si svolgerà la commemorazione che ricorda l'assalto al carceri degli Scalzi tutte e tutti sono invitate e invitati a partecipare.

Antifascisti e antifasciste veronesi"

Da Inforifo

11 luglio 2009

Confermata condanna a Flavio Tosi


Riporto di seguito l'articolo comparso oggi sul sito de "L'Arena", quotidiano di Verona:

"
Verona. A più di otto anni dai fatti, è arrivata per il sindaco Flavio Tosi la condanna definitiva a due mesi di carcere per propaganda di idee razziste contro
gli zingari. Non c'è più alcun appiglio giuridico neanche per gli altri cinque leghisti finiti sotto processo nel 2004: l'onorevole Matteo Bragantini, il vice presidente della Provincia Luca Coletto, il consigliere comunale e sorella del sindaco Barbara Tosi, l'assessore comunale Enrico Corsi e l'iscritto Maurizio Filippi da ieri hanno sul groppone una condanna definitiva per lo stesso reato del primo cittadino. In realtà, gli imputati non dovranno scontare neanche un giorno di carcere perchè la pena è stata sospesa così come la pena accessoria che prevedeva l'interdizione a partecipare a campagne elettorali per tre anni.
Sono soddisfatte le parti civili, i sette sinti e l'Opera nazionali dei nomadi, assistiti dal professore Lorenzo Picotti e gli avvocati Federica Panizzo, Paola Malavolta ed Enrico Varali. Già nell'agosto di 2 anni fa, le parti offese avevano incassato un risarcimento danni di 50mila euro, pagati dagli esponenti del Carroccio. Alla luce di questa sentenza, non dovranno restituire neanche un euro a Tosi e agli altri imputati.
Di più: tutti gli esponenti del Carroccio dovranno pagare le spese legali dei difensori di parte civile. Ora bisognerà attendere alcune settimane per conoscere le motivazioni della sentenza della corte di Cassazione che ha confermato la condanna già inflitta da tre diversi organi giudicanti: prima il tribunale di Verona nel dicembre 2004 per incitamento e propaganda di idee razziste, poi la corte d'appello di Venezia in due diverse sentenze. La prima fu decisa il 30 gennaio 2007 ma fu poi annullata con rinvio dalla Cassazione il 13 dicembre di quello stesso anno.
Il 20 ottobre del 2008, però, sempre i giudici di secondo grado confermarono la condanna a due mesi solo per propaganda di idee razziste. Contro questa decisione i difensori di Tosi e degli altri 5 imputati, gli avvocati Paolo Tebaldi e Giovanni Maccagnani e il professore Piero Longo di Padova, presentarono ricorso in Cassazione. E la Corte di ultima istanza, ha deciso ieri sera con una sentenza di condanna che mette una pietra tombale su questo processo, durato quasi cinque anni.
L'INCHIESTA. Il sindaco e gli altri cinque leghisti finirono sotto inchiesta nel 2001 per aver avviato una campagna politica contro gli accampamenti abusivi di zingari sul territorio del nostro Comune. A parere dei giudici nei vari gradi di appello, però, quella campagna aveva tutte le caratteristiche per essere fondata su ideali razzisti. I leghisti, in pratica, non si sono limitati a chiedere la chiusura dei campi abusivi dei sinti tra la città e dintorni ma hanno chiesto l'allontanamento indiscriminato di tutti gli zingari. E lo avevano fatto con una massiccia campagna politica, disseminando non solo la città ma anche la provincia di manifesti e volantini oltre a numerose dichiarazioni dello stesso sindaco rilasciate ai giornali e mai smentite.
Tra gli slogan di quei poster, c'era quello di «mandare via gli zingari», «sgombero immediato dei campi dei nomadi». Tosi poi aveva dichiarato il 16 settembre che gli zingari «...mandano i figli a rubare... qui non ci devono stare perchè non si integrano...». I difensori, però, non hanno mai avuto dubbi sulle liceità delle dichiarazioni di Tosi: «Manifesti e dichiarazioni andavano valutate insieme alla petizione che era stata dichiarata legittima dai giudici d'appello. Non capisco perchè i giudici della Cassazione non hanno valutato congiuntamente questi due elementi» ha dichiarato ieri sera l'avvocato Paolo Tebaldi.
IL NODO DEL PROCESSO. I giudici di appello il 30 gennaio 2007 avevano confermato solo in parte la condanna a sei mesi inflitta in primo grado, riducendo la pena a due mesi. L'accusa d'incitamento all'odio razziale era sparita dalla sentenza d'appello ed era rimasta solo la propaganda d'idee discriminatorie.
La petizione con la richiesta di chiudere i campi abusivi dei Sinti da inviare all'amministrazione comunale, quindi, era leggittima mentre non lo era stata la propaganda politica. E la corte di Cassazione aveva notato nella sua sentenza di rinvio un'incongruenza da sanare. Una questione subito risolta dalla corte d'appello il 20 ottobre scorso. «La petizione era uno strumento legittimo» ha spiegato il professore Lorenzo Picotti che tutela i sinti, «mentre nel mirino dei giudici è finita la campagna politica che aveva un chiaro stampo razzista».

di Giampaolo Chavan
"

Foto tratta da www.blablog.it

Post tratto da www.fratellipolemici.blogspot.com

21 gennaio 2008

Calcio & Razzismo (parte 2)

Con mio grandissimo stupore il nostro sindaco Flavio Tosi ha deciso di installare un maxivideo in piazza Brà per la partita di ieri Hellas Verona - Sassuolo. Un'incredibile decisione che mi pone una marea, ma proprio una marea di quesiti.

Prima di tutto vorrei capire bene per quale motivo è stato concesso un cotale privilegio ai tifosi del Verona quando la motivazione semplice e cruda per la quale non potevano vedere la partita allo stadio era ( che novità!! ): cori razzisti contro i giocatori della Pro Sesto (giocata la settimana scorsa)!

Il giudice sportivo aveva quindi in settimana annunciato che la partita in questione (Hellas-Sassuolo) si sarebbe giocata a porte chiuse! Da qui l'ira del Sindaco: "Sfido il giudice! E metto il maxischermo in piazza brà!"

Mmmm...strano, credevo fosse un Sindaco tutto fatti e LEGALITA'! Strano anche che la legge valga per gli altri e non per lui...e strano pure che non capisca il perchè di questa persecuzione contro i tifosi del Verona!!

Ah, tra l'altro per chi si credesse veramente perseguitato ecco la nuova normativa per la recidività dei tifosi dell'Hellas (e non me ne vogliano coloro che non c'entrano niente con questi imbecilli):

"Vista la nuova normativa Uefa contro la discriminazione razziale e la recidività dei sostenitori del Verona, il prossimo episodio sarà punito con la squalifica del campo o, peggio ancora, con la sconfitta a tavolino. "

Cose mai viste! Una tale ingiustizia non la credevo possibile! Bene! Ma tornando a noi, per premiare questi squallidi atti di discriminazione razziale il nostro sindaco, autorevole quanto decoroso, ha per l'appunto deciso di guardarsi e di permettere ANCHE ai quei beceri tifosi di guardarsi la partita in Piazza Brà!


Mmm...primo quesito:

1) Tutti i Veronesi tifano Hellas?

Non credo proprio, credo che una parte tifi Verona, una parte Chievo e che una parte preferisca altri sport...Ah beh..poi c'è chi fa parte di più d'una di questa categorie... Perciò non capisco per quale dannato motivo bisognerebbe usare una piazza pubblica (ossia di tutti noi veronesi) per favoreggiare una minoranza (dei Veronesi) e per fare i loro comodi?

2) I soldi per mettere questo maxischermo in piazza, le pulizie della piazza che probabilmente avrà fatto fare Tosi e i diritti televisivi della partita chi li ha pagati??

Io spero siano stati i tifosi del Verona...una bella colletta e hop...pagato tutto! No perchè non fosse così e magari avesse pagato tutto Tosi---> ossia NOI cittadini veronesi, non credete che ci sarebbero motivi per cui lamentarsi!????

3) Decoro? Pulizia? Educazione?

Non credo sia il modo giusto per dare l'esempio.. Le bandiere del Verona sventolate al vento dall'alto dell'Arena, le decine di cicche che avranno popolato le scale del municipio dopo la partita, i cori razzisti (se pur ironicamente rivolti ad altri tifosi del Verona) e direi poco decorosi che potete sentire in questo video non mi sembrano assolutamente degni della nostra città. Insomma, noi siamo di una classe superiore! Non credete?





Ma di certo il nostro caro avrà pensato a tutte queste cose. E sono probabilmente io fazioso, comunista e tifoso del Chievo a dire un sacco di scemenze. Sì...sarà proprio così!

Buon dibattito...

19 gennaio 2008

Calcio & Razzismo


La stupidità è ovunque, non solo dove ci sono telecamere e microfoni. La stupidità è anche nei campetti della provincia, in teoria passatempo ideale per vecchi e bambini ma in pratica valvole di sfogo ad hoc, dove l’esasperazione è maggiore di quanto non sembri all’apparenza. E dove trova spazio anche l’ostilità nei confronti di chi non ha la pelle bianca. Episodi isolati o consuetudine? Bella domanda. A rispondere ci hanno pensato sette protagonisti delle domeniche dilettantistiche.
«Certi comportamenti razzisti del pubblico erano più frequenti in passato - racconta Brahim El Hamich, attaccante marocchino ex Alba e ora al Sant’Anna d’Alfaedo - negli ultimi due o tre anni accadono di rado. Prima invece erano una costante. Io faccio finta di niente, al limite se qualcuno mi urla qualcosa e sono vicino alla rete di recinzione mi giro un attimo a guardarlo e penso a che persona può essere quella che ho di fronte. Però tutto questo un po’ mi sorprende, sono in Italia da diciassette anni e mi sento anche un po’ veronese ormai. Ma ricordo anche episodi molto belli, uno su tutti. Ero all’Alba e giocavamo col Legnago. Il difensore che mi marcava mi diede del "terrorista". Però dopo pochi minuti lo stesso giocatore si è avvicinato e mi ha chiesto scusa ammettendo di aver sbagliato. Non l’ho dimenticato».
«Più che la gente sulle tribune sono gli avversari in campo che usano un po’ troppo la lingua - sottolinea Cesar Pereira, gioiello brasiliano del Domegliara - insultandomi credono di farmi innervosire non sapendo invece che provocano l’effetto contrario. Se dribblo il mio marcatore più di una volta, se gli faccio un tunnel allora lo senti parlare a sproposito. Me lo aspetto, so che lo fanno apposta. Magari neanche pensano a quello che dicono, magari non è razzismo quanto preoccupazione per chi hanno di fronte. E in una partita le usi tutte per avere la meglio. Io non sono mai stato espulso per reazione a queste provocazioni, mi viene molto facile continuare a giocare come se nulla fosse».
«Non è successo molte volte ma è successo - ammette Prince Yarboye, diciannovenne jolly ghanese dell’Audace, in Italia da otto anni e studente di grafica pubblicitaria all’Istituto Carlo Anti di Villafranca - anche quando ero nelle giovanili. Ricordo una partita con gli Allievi in cui mi hanno insultato a ripetizione. Stavamo perdendo 1-0, poi abbiamo pareggiato e a poco dalla fine ho segnato il gol della vittoria. Appena ho visto il pallone in rete sono andato di corsa sotto la tribuna facendo segno al pubblico avversario di fare silenzio. Accadesse ora però non ci farei più caso».
«Quest’estate in un’amichevole un avversario mi ha detto che secondo lui lavoravo in una conceria per quanto puzzavo - racconta Ronnie Otoo, ghanese, punta della Polisportiva Virtus, studente al Pindemonte ed in Italia dal 2002 - e all’epoca del settore giovanile dopo una partita molto tesa tutta la squadra avversaria se l’è presa solo con me e non col resto dei miei compagni. Quella volta ricordo di aver tirato fuori le scarpe dalla borsa per difendermi, ero arrabbiatissimo. Poi però non è successo nulla».
«Non credo ci sia cattiveria in certi comportamenti - interviene Karim Choukrani, attaccante marocchino del Gazzolo, professione metalmeccanico - magari la reazione ce l’hanno quando mi capita segnare alla squadra per cui fanno il tifo. Ma è normale forse, quello è solo nervosismo».
«Secondo me a certa gente non dovrebbe essere data nemmeno la possibilità di vedere la partita - è il parere di Arma Rachid, attaccante marocchino della Sambonifacese da 12 anni in Italia ed impiegato part-time in una ditta che produce carrelli elevatori - ogni tanto qualche insulto me lo sento, anche se il più delle volte neanche li ascolto perché sono troppo concentrato sulla partita. Ma il calcio per me è un divertimento e dovrebbe esserlo per chi è in tribuna. Soprattutto nei dilettanti. Non ho mai reagito a nessuna provocazione e mai neanche pensato di farlo. Questa è solo gente ignorante».
«Io e Arma siamo stati fischiati al Bentegodi quando abbiamo giocato col Verona in Coppa Italia - ricorda Goncalves Dimas, compagno di reparto di Rachid alla Sambonifacese - ma mi è capitato anche a Chioggia e a Este, quando appena entrato in campo il pubblico mi ha fatto capire che non ero molto gradito. Fischi e qualche insulto per il colore della mia pelle non li avevo mai sentiti. Poi però ci ho fatto l’abitudine».

Di
Alessandro De Pietro (L'Arena)